Domenico Campagna, pittore, scultore, scrittore
Domenico Campagna

Domenico Campagna nel 2013 in una fotografia di Sergio Malfatti.

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Il murales della sua casa al mare.

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L'angolo di lavoro

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Domenico Campagna, L'alba della vita,

Cultura duemila editrice, Ragusa 1994


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Domenico nel suo giardino nel 2014


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DOMENICO


CAMPAGNA

 

Nasce ad Adelfia (Bari) il 14 agosto 1950 e vive un’infanzia ed un’adolescenza precarie: all’età di due anni i suoi genitori si trasferiscono a Taranto e da quel momento in poi vivrà con i nonni materni i quali inizialmente si trasferiscono a Policoro (Matera) dove Domenico frequenta le scuole elementari e medie.

Al termine degli studi i professori si accorgono delle sue doti eccezionali e comunicano ai nonni che il ragazzo ha una spiccata propensione per le materie artistiche.

E' il 1967 e il Liceo Artistico non c’è né a Taranto, né a Bari, né a Matera.

Il più vicino è a Napoli ma i nonni, tramite una conoscenza, hanno l’opportunità di farlo studiare a Roma in via Ripetta.


Roma 1967-1968

"[...] gli studi artistici

in quel di Ripetta

mi aprirono un mondo

da sempre sospirato,

tra nubi, speranze

e il tempo che volava

sempre più in fretta."

(da L'alba della Vita)

 

Qui Campagna studia con profitto ed è entusiasta di quel nuovo mondo: ha la fortuna di essere allievo di Nicola Carrino che gli insegna Figura disegnata.

Accanto al Liceo c’è l’Accademia di Belle Arti, tra l’Ara Pacis e Piazza del Popolo dove spesso si reca al bar Rosati frequentato da molti artisti e dove non è difficile incontrare registi, attori, scrittori e gente colta; passando tutti i giorni da via Condotti Domenico ha modo di incontrare e conoscere casualmente Guttuso mentre esce dal celebre Caffè Greco.

Nel sociale è molto attivo ed anche nel movimento studentesco: dopo il Maggio Francese la rivolta studentesca arriva anche in Italia dove esplodono le manifestazioni contro l’autoritarismo e il nozionismo, per chiedere un profondo rinnovamento della società.

Campagna è in prima fila anche nelle manifestazioni contro la guerra nel Vietnam.

Purtroppo un imprevisto sta per spezzare le aspirazioni di Campagna che sognava di frequentare l’Accademia dopo il Liceo e restare a Roma per sempre: la famiglia non può più sostenere le spese per il mantenimento nella capitale per cui è costretto per motivi economici e di vicinanza a trasferirsi a Bari dove intanto è nato un primo Liceo Artistico.

   

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Domenico Campagna alla Fiera d'Arte di Bari

con il Maestro Liugi Guerricchio

Nel capoluogo pugliese diventa allievo di Maddalena Scaramuzzi, Luigi Guerricchio e Antonio Bibbò da cui apprende l’arte scultorea. Preso il diploma nel 1970, Domenico non ha alcuna possibilità di frequentare l’Accademia e torna quindi a Taranto, dove i nonni avevano di nuovo stabilito la residenza dopo la parentesi decennale di Policoro.

A Taranto cerca un lavoro nel mondo dell’Arte e prova ad insegnare materie artistiche nelle scuole ma il nonno, prossimo alla pensione, gli consiglia di non perdere tempo e di intraprendere la professione di artigiano edile. Suo malgrado accetta e per ben 35 anni svolgerà il lavoro edile ma sempre coltivando parallelamente la sua vera passione per l’arte e la poesia. Nel corso degli anni scriverà infatti due libri: “Labirinti dell’io” e “L’alba della vita”.

Campagna decide di aprire uno studio d’arte a Taranto dove dedicarsi alla pittura e alla scultura, ispirato da Pollock, Hartung, Burri, Caporossi, Vedova, Yves Klein, Guttuso, Modigliani e Picasso. Nel 1972 si innamora di Maria Teresa, la donna della sua vita, che sposa nel 1978 dopo 5 anni di fidanzamento e con cui ha presto due figli, Sergio e Daniela.

Preso dai doveri familiari, Campagna trascura l’arte per alcuni anni per poi riprenderla con nuovo impeto. Negli anni novanta Campagna viene folgorato da Van Gogh che studia profondamente fino a realizzare numerosissime copie dei suoi quadri più celebri.

Sulla scia di Van Gogh e degli impressionisti Campagna realizza un ciclo di dipinti dai toni coloristici molto accesi: paesaggi naturali e fiori che vengono molto apprezzati da numerose gallerie italiane e dalla critica. Dal 1992 al 1996 Campagna allaccia rapporti con molte gallerie ed espone i suoi quadri in varie manifestazioni e in occasione di mostre personali. Viene pubblicato quindi su Arte IN, sul Catalogo Nazionale di Arte Moderna e su numerosi altri cataloghi del settore.

La notorietà lo porta ad esporre in numerosissime fiere d’Arte in Italia e all’estero e le sue opere diventano così celebri da essere acquisite da pinacoteche ed enti pubblici. Con lo scoccare del nuovo millennio e in particolar modo dopo i fatti dell’11 settembre a New York, sempre più colpito dalle tragedie umane, decide di voltare pagina e di produrre un’arte differente, sperimentale, nuova, che si esplica in opere sempre più astratte, informali e concettuali. I materiali che sceglie di usare sono questa volta i più disparati, tra cui gli stessi da lui utilizzati in edilizia.

La primissima opera che rappresenta questo cambiamento di stile e che dà il via a tutta la nuova serie di polimaterie esprime il cammino dell’uomo sulla Terra dalla “superficie incerta”.

 Domenico è impegnato nella concretizzazione di un ideale di Arte libera e slegata dal mercato, apprezzata solo dalla critica più illuminata. In molti sono già entusiasti di questi nuovi lavori, dai polimaterici, ai disegni, alle installazioni di stoffe colorate realizzate negli ultimi anni, da Roma a Venezia, a Taranto. Tutte opere che Domenico vuole far conoscere ad un pubblico ancora più vasto per poter lasciare un segno tangibile del suo pensiero.


"Giacciono sepolti nella memoria i faticosi affanni della mia storia. E solo un muro irto e minaccioso chiude il varco alle cose mie celate, tormenti e passioni nel sogno liberi in volo." (da L'alba della vita)

  

 

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27 aprile 2001, Manifestazione "Dal blu al blu" presso il Castello Aragonese di Taranto